Con il termine "risparmio energetico" si intende solitamente tutta quella serie di azioni e comportamenti messi in atto per ridurre la richiesta di energia per lo svolgimento di una qualunque attività umana.
Tutto ciò che, in qualsiasi ambito delle attività umane può portare ad una diminuzione dei consumi di energia è una misura di risparmio energetico.
Per esempio, consideriamo il contesto abitativo.
Il modo in cui è stata costruita l'abitazione comporta come questa si comporterà nel futuro.
In questo caso è risparmio energetico aver scelto un adeguato isolamento ed aver previsto un rapporto positivo con la radiazione solare incidente.
Ma lo è anche il migliorare questo stato (cambiando serramenti, provvedendo a sistemi passivi di protezione dal sole estivo, installando un impianto solare).
Anche e soprattutto i comportamenti degli abitanti determinano il livello di consumo energetico, perché sono loro che determinano il funzionamento dei dispositivi che richiedono un apporto di energia per funzionare: elettrodomestici ed impianti termici.
Qui gli esempi di risparmio energetico si moltiplicano: dallo scegliere di limitare il numero di bagni (e passare alla doccia con diffusore), all'utilizzo delle lampadine a basso consumo, al richiedere meno gradi in casa all'impianto termico.
Significa semplicemente che, adottare misure di risparmio energetico, fa sì che i consumi di energia diminuiscano a tutto beneficio della bolletta personale e nazionale e dell'equilibrio ambientale del globo. Metaforicamente parlando, il non prelevare l'energia oggi dalle fonti non rinnovabili ne incrementa la durata e quindi, di fatto si configura come una fonte energetica essa stessa.
Spesso, ci troviamo a discutere, con i nostri clienti e questa è l'affermazione che sappiamo essere la più sentita.Il risparmio energetico, in realtà, è questione di percezione personale e collettiva.Solo provando a cambiare il punto di vista delle proprie azioni permette di scoprire che la domanda perde di senso.
Il vero problema non è la limitazione della libertà del singolo perché, spesso e volentieri, agiamo in risposta ad automatismi comportamentali imparati in anni in cui il problema energetico non è esistito o non era così importante.
Tali automatismi sono diventati trasparenti ai nostri occhi e, quindi, considerati dal nostro ego come irrinunciabili. Una cosa è certa, tuttavia: lasciare attivi dispositivi quando non utilizzati non serve a nessuno. Oppure richiedere all'impianto termico temperature estive anche in inverno. Non serve alla bolletta e, in fondo, nemmeno alla nostra salute.
Quindi è possibile risparmiare anche solo con una gestione accurata delle tecnologie a disposizione, senza rinunce impossibili.
Senza mutare qualità della vita, ma anzi aumentandola.
Dipende innanzi tutto da che cosa si sta considerando
(impianto termico? Ristrutturazione edile? O semplicemente una lampadina a risparmio energetico?).
L'uso ed il comportamento adottato in questo contesto modificano il risultato influenzando le basi di partenza. Fissati questi due paletti è possibile analizzare e proporre soluzioni più o meno pertinenti ed efficaci e stimare una spesa attuale ed un risparmio ideale in seguito ad un intervento teso al risparmio energetico.
Si parla di stima e non di certezza perché tutte le analisi che si fanno sono basati su modelli statistici semplificati rispetto alla realtà.
Flusso di calore che passa attraverso una finestra per metro quadrato di superficie e per grado di temperatura di differenza tra l’ambiente interno riscaldato della casa e l’esterno.
Si indica con U e si misura in Watt su metro quadrato per grado centigrado (= W/m2°C).
